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La strada da fare per innovare la Pa
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La strada da fare per innovare la Pa
Con Alessandro Starita, responsabile mercato Pa di Emc Italia, affrontiamo tre temi centrali: dematerializzazione, conservazione e virtualizzazione.
10 Maggio 2010
Si ha la sensazione che sommando tutte le tematiche che in questi anni hanno coinvolto il rapporto cittadino-Pa, dall'autocertificazione all'instaurarsi della mediazione di Internet, la dematerializzazione sia l'aspetto più evidente del processo di innovazione in atto nella Pa italia. Per capire se è vero lo abbiamo chiesto ad Alessandro Starita, responsabile mercato Pa di Emc Italia.

Qual è lo stato dell'arte della dematerializzazione? Che tempi coerenti ci si può aspettare per la sua diffusione? Quali problematiche che stiamo vivendo?
Lo stato dell'arte del processo di dematerializzazione come indicato dal Piano di E-Gov del Ministro Brunetta è ancora ampiamente in fase embrionale, a mio parere. Qualcosa è stato fatto, qualcosa si sta facendo, ma la maggioranza delle amministrazioni devono ancora intraprendere un percorso definitivo in tal senso. Come spesso accade nel mondo della Pa, le difficoltà maggiori, a mio parere, sono di due tipi principali: da un lato quelle legate all'impatto che le nuove tecnologie producono all'interno delle singole organizzazioni, considerando anche il fatto che la situazione tipica è quella di far “convivere” o integrare sistemi già realizzati, come il Protocollo, che compongono parti del processo di dematerializzazione, anche con tecnologie ormai obsolete; dall'altro la reale disponibilità di fondi per intraprendere iniziative concrete, specialmente se ci si riferisce alle grandi amministrazioni centrali. Nonostante ciò, l'impulso che è stato dato dal Ministero dell'Innovazione negli ultimi mesi fa ben sperare in una nuova e più determinata ripresa delle attività di acquisizione da parte delle amministrazioni.

Conservazione dei dati: a che punto siamo sotto il profilo della corretta gestione e della sicurezza della reperibilità?
Dal punto di vista della mera conservazione dei dati, come sappiamo, oggi le tecnologie sono già pronte e ampiamente collaudate e in grado di affrontare ogni tipo di sfida applicativa e livello di complessità. Possiamo affermare che oggi Emc è presente nel 80% delle realizzazioni della Pa operanti su questo specifico tema. Anche sul noto problema della sicurezza e della reperibilità oggi abbiamo disponibile una tecnologia all'avanguardia con le soluzioni di Rsa. Viceversa, sul lato di una gestione corretta della conservazione dei dati certamente la nuova versione aggiornata del Cad pubblicata di recente non contribuisce a chiarire completamente tutti gli aspetti che la riguardano. Da questo punto di vista, come suggerito dall'Anorc, ci si aspettano degli emendamenti, in particolare sulle tematiche legate alla distinguibilità tra originale e copia di un documento, l'istituzione di una figura di Responsabile Specifico per la Conservazione e lo spostamento della certificazione dalla singola copia a tutto il processo di conservazione.

Efficienza con la virtualizzazione: le infrastrutture della Pa saranno tutte virtuali? Che vantaggi di efficienza si ottengono con la virtualizzazione?
Certamente l'efficienza che i sistemi virtualizzati oggi possono offrire alle Pa è significativa: gli analisti indicano oltre il 40% di risparmio in termini globali. Tale risparmio si può realizzare attraverso svariati canali: la riduzione degli spazi dei data center, il risparmio energetico derivato dall'adozione di sistemi di fascia enterprise che non richiedono più alcun tipo di condizionamento piuttosto che il risparmio di risorse conseguente al non utilizzo di queste infrastrutture per il condizionamento ambientale.
Altri vantaggi importanti si ottengono attraverso lo snellimento delle procedure di gestione dei dati e delle applicazioni (che sono interamente o in parte lasciate in carico al sistema virtualizzato), ma anche attraverso l'ultilizzo delle innovative tecnologie di Backup e Restore “intelligente” e di deduplicazione che consentono enormi risparmi in termini di tempi e di banda utilizzata tra sistemi primari e secondari (Disaster Recovery).
Le attività tipiche di consolidamento sui Ced esistenti possono dunque offrire opportunità fino ad oggi impensate per tutto il sistema pubblico.
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